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Scacchi e storielle – (2)


Il lato spiritoso degli scacchi.


Un abitante della Siberia, vive da solo in mezzo alla gelida steppa spazzata dal vento.

Ex dissidente esiliato, vive isolato dal resto del mondo e si mantiene a stento con quello che riesce a coltivare e ricavare dalla terra.


Solo una vecchia radio, che funziona solo quando vuole lei, lo tiene sottilmente collegato con il resto dell’umanità.

Grazie a questa radio, ascolta anche le poche e frammentarie notizie, anche scacchistiche, unico passatempo concessogli dalla solitudine.

Ma un bel giorno la radio si guasta definitivamente.

Disperato, passa più di 3 anni senza sapere niente di quello che accade nel mondo.

Una mattina, mentre lavora nel suo orticello, intravvede un grosso gregge di pecore che avanza lentamente nella steppa (sempre spazzata dal gelido vento).

Tutto emozionato per quell’unico contatto umano che gli si prospetta, si catapulta verso il pastore che guida il gregge.

Finalmente una persona con cui parlare in russo, una lingua che stava quasi dimenticando!!

Dopo i convenevoli, entrambi felici e sorridenti per quel po’ di calore umano regalato dal destino, si mettono a chiacchierare.

Davanti al fuoco di un camino e con una calda tazza di tè in mano, il dissidente tempesta di domande il pastore su varie materie, per sapere le novità dal mondo.

Lui risponde felicemente a tutte le domande e quando può, arricchisce con ulteriori particolari.

Ad un certo punto il dissidente chiede: “Ma dimmi una cosa: com’è finito il match tra Fischer e Spasskij? La radio mi si è rotta dopo la seconda partita…”

Il pastore cessa all’improvviso di sorridere.

I suoi occhi si inumidiscono e il volto si arrossa. L’espressione è di chi, tra un momennto e l’altro, dovesse scoppiare a piangere a dirotto.

Col le labbra tremolanti dice: “….ho perso io…“.


About Massimo DE CAROLIS

Questo è il mio Blog. Gioco a scacchi da molti anni e dal 2010 scrivo articoli che parlano di scacchi.

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